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Il lavoro che presentiamo è la risposta alla domanda:
come ridono i sovietici? Una scorribanda di oltre mezzo secolo
nella storia sovietica, rapidamente percorsa attraverso decine
di vignette apparse sulla nota rivista satirica dalla sua
nascita nel 1922, quando in Italia si organizzavano marce
su Roma e quando in Russia si era nel bel mezzo del rivolgimento
socialista.
AA.VV.. ANTOLOGIA DEL KROKODIL. CINQUANT'ANNI
DI UMORISMO SOVIETICO. NAPOLEONE, 1979
ANTOLOGIA DEL KROKODIL. Cinquant'anni di umorismo sovietico.
A cura di Danilo Aquisti. Prefazione di Manuil Semjonov. Collana
«Le perle», Casa Editrice Roberto Napoleone, 1979.
Volume di grande formato, 230 p., 24x34,5 cm. Centinaia di vignette
in nero n.t. e f.t., anche a tutta pagina, accompagnate da testi,
didascalie, storie e racconti tradotti in lingua italiana. Br.
ed. fig. a colori. Ottimo stato.
EUR 50,00 » Prenota
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Sette
romanzi, quattro volumi di novelle, tre di fiabe, otto commedie:
ecco lo scrittore. Alfio Berretta, nella pienezza dei suoi
anni e della sua arte, procede per la via che sè
saputa segnare con molta fatica, sicuramente.
Dal millenovecentosedici, quando per la prima volta Giovanni
Verga lo presentò al pubblico, ad oggi, molto cammino
ha percorso: è stato lento, ma senza incertezze: molto
dolore e molte contrarietà di tutti i generi, lhanno,
a volte, arrestato in svolte decisive: non si è scoraggiato
ed ha ripreso, anzi, ha ricominciato daccapo senza curarsi
del passato. Oggi, che il pubblico lo segue, e cerca i suoi
libri, può con un certo orgoglio dire che le sofferenze
e lincrollabile fede sono state le due principali fonti
del successo.
Larte di Alfio Berretta è semplice, lineare:
i suoi libri si leggono dun fiato: nei tempi in cui
impera il frammentismo, egli ama costruire i suoi romanzi
ampiamente, con un respiro largo e caldo dove lumanità
con tutti i difetti e tutti i pregi è ritratta al vivo
e in scorci spesso indimenticabili. Alcune pagine de Il richiamo
della madre possono dimostrare da sole le molte possibilità
di narratore di Alfio Berretta. Indagatore e conoscitore del
cuore femminile, i suoi tipi di donna sono, oltre che artisticamente,
umanamente veri, come moltissimo lappassiona il tema
dei rapporti tra luomo e la donna. Molti critici lhanno
definito scrittore sensuale: e, forse, ciò è
vero: ma è una sensualità sana, di gente che
ama vivere e non di malati e di degenerati: quella è
patologia, mai arte. Ma lo scrittore, al disopra di tutto,
pensa che la sola cosa la quale veramente valga, è
il lavoro: nella quiete del suo studio non conosce riposo:
come un buon artiere, compiuta una fatica pensa alla nuova:
ciò che conta è il domani: sa anche che se larte
è tormento è pure gioia e continuità:
e che lartista non può, non deve fermarsi.
Nella vita ha gusti molto semplici, amicissimo dei bambini
e di tutte le bestie, soprattutto dei gatti che reputa un
animale dei più intelligenti e più affettuosi.
E di gatti ne ha una vera collezione: otto: bianchi, neri,
grigi, soriani, che gli sono attorno e quando esce laccompagnano
alla porta e quando rincasa lo aspettano dietro di essa. Ma
il suo preferito è Ossinino: un maschietto nero, inseparabile,
se non il più bello, certo il più affezionato,
al quale molti scrittori italiani, qualche eccellenza e parecchi
onorevoli hanno inviata una pergamena domaggio di cui
va giustamente fiero. (Dalla seconda di copertina)
BERRETTA. DESIDERIO DI TE. I ROMANZI
DI NOVELLA. RIZZOLI, 1934
DESIDERIO DI TE. Romanzo di Alfio Berretta. Collezione "I
romanzi di Novella" (supplemento mensile a Novella). N.
11, maggio 1934. Rizzoli & C., Milano-Roma. 112 p., 20x27
cm. Illustrato con disegni di Walter Resentera. Fascicolo integro,
pagine intatte.
EUR 20,00 » Prenota
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FAMIGLIA CRISTIANA. CINQUE ANNATE COMPLETE RILEGATE [1950, 1951, 1952, 1953, 1954]. CINQUE VOLUMI
LA FAMIGLIA CRISTIANA. SETTIMANALE PER LE FAMIGLIE. Raccolta completa delle annate 1950, 1951, 1952, 1953, 1954 (+ i fascicoli di novembre e dicembre 1949). Cinque volumi indivisibili, ril. coeva mz. tela muta, ca. 5000 p. complessive, 21x29 cm. Buono stato; un volume con cerniere parzialmente strappate ma legatura salda, un altro con piatto anteriore deformato da umidità ma pagine illese. # 263 FASCICOLI RILEGATI DELL'ERA PIONIERISTICA DEL CELEBRE SETTIMANALE CATTOLICO. 5000 PAGINE, DECINE DI RUBRICHE E RACCONTI, CENTINAIA DI SPLENDIDE TAVOLE ILLUSTRATE A COLORI.
EUR 299,00 » Prenota |
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IL
DIARIO DI SIGURD NARSEN
28 dicembre 1917
Non ho mai pensato, prima dora, di scrivere il mio diario,
ma oggi mi è accaduto qualche cosa di nuovo, che voglio
segnare per ricordarmelo un giorno: perché penso che
lo ricorderò lo stesso, ma forse con altro animo e
non con la commozione di oggi. Veramente un ragazzo di quindici
anni, studente dingegneria, che scrive il suo diario,
è molto ridicolo, e se i miei fratelli e le mie sorelle
lo sapessero mi burlerebbero assai: ma non posso fare a meno
di scrivere: mi sembra di soffocare questa sera, se non dicessi
a qualcuno quello che penso. Procediamo con ordine. Io sono
amico di Sven Gustafson, sebbene Sven abbia undici anni: egli
è minore di me, ma più forte fisicamente: non
è forse molto intelligente, ma simpatico e molto divertente.
Questa sera è venuto a prendermi per portarmi a casa
sua: giacché era il compleanno di Helva, sua sorella,
che è mia coetanea. Io non avevo mai veduto sua sorella,
e perciò fui contento di andare con Sven: non che pensi
alle ragazze, né mi piaccia di star con loro: in generale
esse sono stupide, civette e si offendono di tutto: ma pensavo
che fosse simpatica come Sven. Mio padre arricciò il
naso, quando seppe che sarei andato dai Gustafson, non perché
essi siano di condizione molto inferiore alla mia, ma perché
dice che sono gente, a giudicar da quello che racconta Sven,
un po esaltata e fuori della vita. Ma a me piace Sven
che ha la fantasia di Peer Gynt e che racconta sempre tante
storie meravigliose. Helva, la sorella di Sven, ci venne incontro
sulla porta: è una ragazza molto alta, troppo alta
per la sua età, ma quasi diafana: coi capelli, gli
occhi e la pelle troppo chiari. Non è cordiale come
mi ero immaginato: ma molto gentile, premurosa. Cerano
anche il babbo e la mamma di Sven: il babbo ha unaria
burbera, e gli occhi molto chiari, come quelli di Helva: la
mamma invece è bruna, piccola, rotonda e sorridente
e amichevole come Sven. Essi abitano una casa proprio per
nulla simpatica, in un quartiere di Sodermalm, dove si sente
puzza di pesce marcio, perché è troppo vicina
al porto. Io non starei per tutto loro del mondo a Hogbergs
Gatan, dove le case sono tutte le une a ridosso delle altre,
e tutte con le botteghe, e dove si sente sempre quellodore
salmastro di mare. Però la casa dei Gustafson è
linda e pulita. Sulla tavola cera la torta con quindici
candele e poi tutte le ghiottonerie del mondo e specialmente
tutti i piatti nazionali, anche quelli opera di Helva. Io
però parlo, parlo, e non dico la cosa che più
mi sta a cuore: non so perché, ma soltanto a parlarne
mi sembra di sciuparla. Volevo dire che Sven ha unaltra
sorella, della quale non mi aveva mai parlato, non so perché.
E io la vidi vicino al camino che leggeva un libro.
Quel giorno aveva un abito proprio brutto, a quadrettini bianchi
e blù che le mie sorelle non vorrebbero indossare per
tutto loro del mondo e che invece a lei stava tanto
bene: le sue treccioline bionde le arrivavano appena alle
spalle: ed ella leggeva tenendo i pugni sulle tempie. Si chiama
Greta ed ha appena compiti i tredici anni. Eravamo già
tutti a tavola e già era stato servito il riso col
pesce e coi tortelli nei piatti di porcellana celeste. Lei
continuava a leggere. Allora Sven disse ridendo: Chiamala
tu, Sigurd: forse ti obbedirà: perché quando
legge, non sente più le nostre voci. Io mi sentii
imbarazzato, come se mi avessero affidato un compito molto
difficile. Helva chiamò dolcemente: Greta, perché
non vieni, cara?
Ella allora si voltò e mi fece cenno di andare vicino
a lei. Non so perché, ma mi sentii molto emozionato
e infelice.
Questa bambina ha due occhi così strani: e guarda in
una maniera così strana. Certo non mi deve aver veduto,
perché mi guardava come se non esistessi: però
mormorò piano piano al mio orecchio: Tu, ci credi
alla storia di Erik? Quale Erik? domandai.
Sì, il piccolo Re tramutato in Elfo della foresta
dalla maga. Questo mi fece ridere ed io risposi: No
davvero!. Greta mi guardò stupita, poi disse,
quasi con risentimento: Io sì, invece. Perché
io lho veduto, re Erik, e mi ha anche parlato, nella
foresta! Era come una fiammella doro! Io credo
che abbia voluto burlarsi di me: ma ad ogni modo è
una bambina molto strana. Dopo è venuta con noi a tavola,
e mangiava e ci ascoltava curiosa parlare, ma non rideva mai
delle stupidaggini di Sven. Dopo la cena abbiamo giocato,
ed Helva ha proposto di giocare al teatro. Allora siamo andati
nella camera dove dormono le bambine, le due sorelle: vicino
al letto di Greta cera un grande mazzo di fiori e Helva
mi ha detto che Greta rinuncia a tutto pur di avere dei fiori.
Abbiamo fatto una recita un po stupida. Il soggetto
laveva dato Greta: ella era una principessa, la principessa
della neve, prigioniera, e Sven doveva essere il folletto
che la teneva prigioniera, e io il principe che la liberava.
Ma poi veniva la Dea della dimenticanza che era Helva e io
la dimenticavo nel bosco e così lei moriva di freddo.
La fine era molto stupida ed io e Sven, abbiamo tentato di
cambiarla, ma Greta ci teneva assolutamente a morire di freddo,
ed è morta proprio bene. Prima di uscire Helva ci ha
dato da bere qualche cosa di caldo e ancora dei tortelli e
Greta mi ha sussurrato: Domani vieni a prendermi, così
ti condurrò nella foresta e vedrai il re Erik.
Ha ragione mia mamma: è una famiglia un po strana
ed io farei bene a non frequentarla troppo. Cammin facendo,
nella strada del ritorno, ho interrogato Sven su sua sorella
Greta: ma sembra che non ami troppo parlarne. Dice che non
le piace troppo di parlare e di giocare, che è sempre
sola e che spesse volte gioca da sola a far la dea e la principessa
con dei gran veli in capo e dei fiori in mano: e però
mi ha anche raccontato che a scuola non ci va volentieri e
che spesso marina le lezioni: io non pensavo che ci fossero
delle bambine così audaci. (Incipit del Diario di Sigurd
Narsen)
GRETA GARBO NEL DRAMMATICO DIARIO DI
SIGURD NARSEN. EXCELSIOR, 1933
GRETA GARBO nel drammatico diario di Sigurd Narsen. Supplemento
quindicinale a Excelsior. Anno VIII - N. 4, Aprile 1933. Il
fascicolo contiene inoltre novelle di Virgilio Mille-Fiorini
e di Guglielmo Guglielmi. Articoli di Pietro Ariani e Luciano
Breda Gloriosa Casa Editrice Italiana. Edizioni Vitagliano,
Milano. 32 pagine con due copertine a colori, 20x27 cm. Fascicolo
integro, pagine intatte, copertina staccata e con firma d'appartenenza.
EUR 20,00 » Prenota
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Raccolta di 26 articoli di eminenti scienziati e ricercatori
di diverse discipline che fanno il punto sullo stato delle
conoscenze scientifiche e delle ricerche sul nostro sistema
solare. Articoli di: C. SAGAN, A.G.W. CAMERON, J.S. LEWIS,
J.A. VAN ALLEN, W.G. MELBOURNE, E.N. PARKER, J.M. PASACHOFF,
R. SIEVER, B.A. BOLT, P. GOLDREICH, J.A. WOOD, B. MASON, B.C.
MURRAY, ANDREW e L. YOUNG, E. DE ROSA, J.B. POLLACK, M.H.
CARR, M. FULCHIGNONI e M. CORADINI, J.H. WOLFE, A.P. INGERSOLL,
D.P. CRUIKSHANK e D. MORRISON, D.M. HUNTEN, W.C. HARTMANN,
C.R. CHAPMAN, F.L. WHIPPLE.
IL SISTEMA SOLARE NELLE ESPLORAZIONI
SPAZIALI. LETTURE DA "SCIENTIFIC AMERICAN". LE SCIENZE,
1976
IL SISTEMA SOLARE NELLE ESPLORAZIONI SPAZIALI. Letture
da "LE SCIENZE", edizione italiana di "SCIENTIFIC
AMERICAN". Presentazione di Marcello Fulchignoni. Le Scienze
editore, 1976. 304 p., 21x29 cm. Br. ed. fig. a colori con decine di
tavole, illustrazioni fotografiche e diagrammi in nero e a colori
n.t. e f.t.. Buono stato.
EUR 30,00 » Prenota
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LA
BUONA STELLA
23 marzo 1908. In una piccola casa di una quieta cittadina
del Kansas regnano limpazienza e langoscia.
Un uomo pallido, dal viso magro e ardente, dagli occhi scintillanti
dintelligenza, passeggia nervosamente per la modesta
sala da pranzo ammobigliata con buon gusto.
Dun tratto, un grido acutissimo, straziante, giunge
fin lì, sebbene attutito dalla lontananza. Luomo
si stringe il capo tra le mani: ma qualche minuto dopo la
porta si spalanca e una grossa, rubiconda negra vestita di
chiassosi colori entra strillando:
- Signore, signore... è una bambina! Una bambina!
- Una bambina?!
Il volto delluomo ha una lieve espressione di turbamento.
- Non è contento il signore?
- Oh, sì, Betty, contento... ma la vita è così
difficile, e specialmente per le ragazze diventerà
anche più difficile: avrei preferito un maschio...
- Oh, signore, ma questa sarà una ragazza che si farà
sentire, le assicuro. Da quando è nata non fa che strillare
come unaquila come se volesse il mondo intero. Spero
che il signore verrà a salutare la signora. Sta meglio,
ora, ed è tanto contenta!
Luomo scosso dal piccolo turbamento che lo aveva preso,
fece a quattro a quattro i gradini della scala che conduceva
alle due stanze superiori della modesta casetta, ed entrò
tutto commosso nella camera da letto immersa nella penombra.
Ma fu accolto dagli strilli acutissimi del gran personaggio
che si agitava nella nube di pizzi preparata da Betty.
Prima si piegò al capezzale del letto, dove col viso
pallido sprofondato nei cuscini una donna gli sorrideva, stancamente.
- Che ne dici della piccola Lucille? - la donna mormorò,
quetamente.
- Dico che ha buoni polmoni! - sorrise luomo carezzandole
lentamente i capelli. - Ma tu, piuttosto, come stai?
- Che centro, io? Ora è lei, la regina della
casa... Non mi dici neppure se ti piace il nome che ho scelto
e che ho deciso in questo istante: Lucille.
- Bello, sì; ma noi si era sempre deciso che il bambino
si sarebbe chiamato Jack.
- Oh, se tu vedessi che occhi ha quella piccina! Fantastici:
più grandi di tutto il musino: sembrano due fanali!
- Speriamo almeno che vedano lontano... - sorrise il padre,
e finalmente si decise a prendere nelle sue braccia il nuovo
personaggio che già si dava tante arie dimportanza.
Come per incanto, ella tacque: e agitò le manine rosse
come volesse provare la sua soddisfazione.
- Bene - rise luomo mettendola presso il volto della
madre - sembra anche una ragazza sensibile.
E il signore e la signora Lesueur rimasero un momento a contemplare
estatici il frutto del loro amore, quel piccolo essere già
così pieno di vitalità.
Nel cuore della notte, la signora Lesueur, che sera
da poco addormentata, si svegliò: suo marito era andato
a riposare sul divano del salotto per non disturbarla: Betty
russava, con le grosse mani nere sul ventre capace, accanto
alla culla di Lucille.
- Betty! - chiamò la signora a bassa voce.
La vecchia sussultò e si avvicinò al capezzale.
- Betty, cerca nel primo cassetto di quel tavolino: troverai
un libro un po sciupato: dammelo, è molto importante.
- Oh, ma la signora non vorrà mettersi a leggere di
notte, in quello stato di debolezza.
- Sì, Betty, voglio leggere il destino di Lucille.
- Il destino degli esseri umani si legge nelle stelle! - disse
la saggia Betty.
- E appunto quello che voglio far io: in quel libro
si parla di stelle! - disse la madre di Lucille e si mise
a sfogliare nervosamente il libretto che Betty le portò.
Poi finalmente si fermò con gli occhi sopra un oroscopo
nel quale erano segnati tutti i segni dello Zodiaco.
23 marzo 1908. Venere domina il suo destino: sarà
bella, e larte e il genio le sorrideranno. Ma il segno
del Toro significa che conquisterà il successo traverso
aspre difficoltà. Il 1932 sarà un grande anno
per lei. Giove, che pure sovrasta al suo destino le porterà
onore, gloria, denaro e successo, essendo in armonia col Sole
che guida gli uomini, con la Luna che guida le donne e il
pubblico e con Saturno che veglia sul lavoro e con Venere
che veglia sugli amori...
Betty, che aveva fino allora ascoltato a bocca aperta, esclamò:
- Mi pare ce ne sia abbastanza per una ragazza, e anche troppo
per Lucille!
- Oh, sì, anche troppo! - rise la madre. - Ciò
che io voglio è che ella sia felice!
(Incipit della narrazione di Frank Swinnerton)
L'AVVENTUROSA VITA DI JOAN CRAWFORD NARRATA
DA FRANK SWINNERTON. EXCELSIOR, 1933
L'avventurosa vita di JOAN CRAWFORD narrata da Frank Swinnerton.
Supplemento quindicinale a Excelsior. Anno VIII - N. 2, Marzo
1933. Il fascicolo contiene anche 3 novelle di: Onorati e Ferraù,
Pierre Villetard, Aldo Colonna di Stigliano. Un articolo di
Barbara Guardi. Gloriosa Casa Editrice Italiana. Edizioni Vitagliano,
Milano. 32 pagine con due copertine a colori, 20x27 cm. Fascicolo
integro, pagine intatte, strappetto all'ultima di copertina.
EUR 20,00 » Prenota
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LA
RAGAZZA DAI CAPELLI DI FUOCO
Un cortile nel quartiere di Brooklyn a New York. Tutti i cortili
nei quartieri di Brooklyn si assomigliano: sono standard:
case alte di mattoni, monotone, rossiccie, miserabili, precise
le une alle altre: molti cani, molti ragazzi. Ma in questa
cè qualche cosa di particolare: in questo cortile
situato al n. 857 della 73a strada, si sta svolgendo una formidabile
battaglia. Un gruppo di ragazzi scalzi, scamiciati, si sta
battendo in una mischia formidabile nella quale volano ciuffi
di capelli, lembi di camicie strappate, manciate di terra,
e chewing gum ridotti a lunghi fili. Intorno al gruppo i cani,
coda in aria, orecchie dritte, abbaiano furiosamente. Ma cè
qualcuno che contempla con grande calma questa scena: è
una ragazzina di dieci anni che sta seduta sul davanzale di
una finestra situata al pianterreno: sta mordendo una mela
con allegro appetito: veste un grembiule a pallini bianchi
e verdi: ha le gambe nude e un paio di scarpe dalle bocche
spalancate. Ma ciò che più colpisce in lei è
la testolina fiammeggiante: i riccioli color di fuoco come
serpentelli di una testa di Medusa, splendono, si arricciano,
ricadono sugli occhi scuri, scintillanti, intorno alle guancie
color di perla, quel colore chiaro e meraviglioso che hanno
le rosse quando non sono lentigginate. Essa è molto
indifferente alla scena che si svolge sotto ai suoi occhi,
per una semplice ragione: è una scena quotidiana, quei
ragazzi si battono per aver il diritto di darle un bacio sulla
guancia. E lei, la Regina di Brooklyn, 73a strada, lei, che
sa di essere adorata da quel gruppo di monelli, come tutte
le regine è indifferente ai turbamenti dei suoi sudditi.
(Incipit della narrazione di Charles H. Layton)
LA FOLLE VITA DI CLARA BOW. COSMOS/EXCELSIOR,
1933
La folle vita di CLARA BOW, di Charles H. Layton. Cosmos, supplemento
a Excelsior, Anno VIII - N. 6, Aprile 1933. Il fascicolo contiene
inoltre novelle di: Aldo Cocchia, Leogrande, Maria Pia Lomirj,
Virgilio Mille-Fiorini. Gloriosa Casa Editrice Italiana. Edizioni
Vitagliano, Milano. 32 pagine con due copertine a colori, 20x27
cm. Fascicolo integro, pagine intatte, strappetto all'ultima
di copertina.
EUR 20,00 » Prenota
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QUADERNI
PADANI. CINQUANTA BUONE RAGIONI PER L'INDIPENDENZA. LIBERA COMPAGNIA
PADANA, 2005
CINQUANTA BUONE RAGIONI PER L'INDIPENDENZA. Quaderni Padani,
Speciale, Anno XI N. 61-62. Bimestrale edito da La Libera Compagnia
Padana, settembre-dicembre 2005. FUORI COMMERCIO. 88 p., 16,5x24
cm. Numerose tavv. in nero n.t. e f.t.. Br. ed. fig. a colori.
Ottimo stato. # CINQUANTA DEI MILLE BUONI MOTIVI PER VOLERE
L'INDIPENDENZA DELLA COMUNITÀ DEI POPOLI PADANO-ALPINI.
EUR 40,00 » Prenota |
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